ALL’ARCHIVIO DI STATO DI MATERA, IL LIBRO DI SALVATORE VERDE, VENERDÌ  6 NOVEMBRE, ALLE ORE 9,30.  UN CONFRONTO CON L’AUTORE A TUTTO CAMPO  SUL CINEMA AMERICANO DEI FRATELLI BUBA E IL RACCONTO DELL’EMIGRAZIONE LUCANA

Cinema

Un viaggio documentato nella storia del cinema americano, ma anche nella memoria dell’emigrazione e nell’identità culturale della Basilicata. È questo il significato dell’incontro con il giornalista tursitano e studioso di cinema Salvatore Verde,  autore del volume Il sogno americano e il cinema dei fratelli Buba, in programma venerdì 6 novembre 2026 nell’Archivio di Stato di Matera, nell’ambito della rassegna “Autunno in Archivio 2026 – Extra Vagantes. Incontri, storie, territori oltre i confini”. Già il titolo, immediato ed evocativo e frutto di un’approfondita ricerca, collega efficacemente la storia dell’emigrazione alla dimensione cinematografica e all’esperienza filmica dei fratelli Buba negli Stati Uniti,

Attraverso la vicenda dei fratelli Anthony e Pasquale Buba, rispettivamente regista e montatore cibnematografico, l’incontro offre l’opportunità di riflettere sul rapporto tra memoria, identità e sviluppo del territorio. La presentazione del libro vuole essere anche un momento di approfondimento biografico, storico e cinematografico di una esperienza emblematica che testimonia come il coraggio dell’emigrazione, pur nella distanza geografica, abbia mantenuto vivo il legame con le radici lucane, contribuendo a costruire ponti culturali tra la Basilicata e l’America.

Matera, città simbolo della capacità di trasformare la propria storia in una risorsa per il futuro, si conferma così laboratorio di cultura e conoscenza, aperto al dialogo tra comunità, territori e popoli. L’incontro dedicato ai fratelli Buba, figli del calabrese di Caraffa di Catanzaro Edward “Eddie” Buba (1915-1997) e di Maria Angela “Angelina” Gentile (1921-2017), nata a Tursi, valorizza un patrimonio umano e culturale spesso poco conosciuto, ma fondamentale per comprendere il contributo che i lucani emigrati hanno offerto alla diffusione dell’arte cinematografica e alla promozione dell’immagine della propria terra nel mondo.

L’appuntamento rappresenta dunque non solo la presentazione di un libro, ma un’occasione di approfondimento storico e culturale che invita cittadini, studiosi e appassionati a riscoprire una straordinaria vicenda di emigrazione, successo e appartenenza, nella consapevolezza che la memoria delle comunità migranti costituisce una parte essenziale dell’identità della Basilicata contemporanea.

La presenza di Salvatore Verde, giornalista, esperto di storia locale e studioso di cinema, consentirà di approfondire una storia ancora poco conosciuta ma di grande interesse per la memoria collettiva della Basilicata, poichè frutto di una approfondita ricerca, ponendo in dialogo emigrazione, industria cinematografica e identità territoriale, ricostruendo le vicende umane, sociali e culturali di una famiglia calabro-lucana emigrata negli Stati Uniti e protagonista di una significativa esperienza nel mondo del cinema. L’incontro offrirà così al pubblico un’occasione di approfondimento su una storia esemplare di emigrazione, integrazione e successo, capace di unire la memoria storica della nostra regione alla grande avventura del cinema indipendente e hollywoodiano nel Novecento.

La scelta dell’Archivio di Stato di Matera come luogo dell’incontro rafforza ulteriormente il valore dell’evento. Gli archivi rappresentano infatti spazi privilegiati della memoria collettiva, custodi delle testimonianze che permettono di comprendere il passato e interpretare il presente. In questo contesto, il racconto delle esperienze migratorie diventa uno strumento prezioso per le nuove generazioni, chiamate a confrontarsi con i temi della mobilità, dell’integrazione e dello scambio culturale.

L’iniziativa assume un significato particolare per l’intera regione e per la città di Matera.  A livello regionale perché riporta al centro dell’attenzione una pagina importante della storia regionale: quella dell’emigrazione verso gli Stati Uniti e del contributo che tanti lucani hanno offerto alla crescita culturale, sociale ed economica delle comunità di origine e di destinazione. E per la Città dei Sassi, poichè negli ultimi decenni ha consolidato il proprio ruolo nel panorama cinematografico nazionale e internazionale.

Ripercorrere l’esperienza dei fratelli Buba significa infatti riflettere sulle radici storiche del rapporto tra i lucani e il cinema, valorizzando una tradizione di intraprendenza e creatività che ha saputo superare confini geografici e culturali, mantenendo vivo il legame con la terra d’origine. Ma a tutto questo è particolarmente significativo perché si inserisce perfettamente anche nella missione culturale dell’Archivio di Stato: valorizzare documenti, storie e protagonisti che hanno contribuito a costruire l’identità del territorio. Nel caso, il collegamento tra emigrazione lucana, cinema e rapporto con gli Stati Uniti aggiunge una dimensione internazionale che dialoga bene con il profilo che Matera ha assunto negli ultimi anni come città della cultura e del cinema.

Anthony “Tony” BUBA (n. 1943). Regista, documentarista e produttore indipendente. L’eccezionale originalità delle opere bubiane, a tratti geniale, è tutta nella forma stilistica ibrida adottata, che mescola documentario, racconto romanzato e tecniche sperimentali, in perfetta sintonia con l’intreccio dei rimandi autobiografici, l’analisi socio-antropologica, l’incursione visionaria e la consapevolezza delle potenzialità del cinema, il tutto condito con una forte dose di ispirata ironia. Una ricerca personalissia attraverso i film documentari non tradizionali, oltre l’abituale contrapposizione di realtà e fantasia, quanto piuttosto opere fortemente impegnate e di tendenza “al servizio di comunità e di storie di persone senza storia”, che supera le abituali e nette separazioni dei generi, nel senso che inglobandoli li vanifica. Un autentico “Poeta di Braddock”.

Pasquale “Pat” BUBA (1946-2018). Montatore cinematografico e della TV americana. Professionista dotato, maturo e affermato, è stato sensibile tecnico di cineasti valorosi e anche di fama mondiale, per film di genere o innovativi, comunque importanti e apprezzati, oltre che per taluni capolavori ormai consegnati alla storia del cinema. Carico di umanità e del senso etico del proprio apporto tecnico-creativo, ha vissuto sempre con intelligenza, rigore e consapevolezza il proprio mettersi al servizio delle opere e dei registi. Ha lavorato alle serie televisive “Tales from the Crypt” e “American Playhouse”, ma è noto soprattutto per il grande schermo, essendo stato abituale collaboratore  di Geoge A. Romero e Al Pacino e di altri autori come Michael Mann e Martin Scorsese, Johnny Depp, Dusty Nelson e Rowdy Herrington, con un rapporto di stima e di assoluta fiducia.

Salvatore Verde, maestro dell’infanzia in pensione, giornalista e scrittore, critico cinematografico e filmmaker, oltre che esperto di storia locale e collezionista di libri e film. Nato nel 1955 a Tursi (MT), dove risiede da sempre con la famiglia, ha collaborato con La Gazzetta del Mezzogiorno (dal 1998 al 2021), oltre a scrivere per diverse altre testate nazionali e regionali, tra le quali Corriere del Giorno e Mondo Basilicata. Rivista di storia e storie dell’emigrazione, trimestrale del Consiglio Regionale della Basilicata, occupandosi di cinema; dal 2008 è Direttore responsabile del giornale online Tursitani.it. ​Autore di saggi storici sul paese natale e sul cinema, ha pubblicato: ​ Il cavaliere Templare di Tursi (2012); La diegesi filmica lucana e l’immagine cliché della Basilicata (2013), con il figlio Leandro Domenico Verde; Della vigilia è l’incanto. Vita e morte di Domenico Verde (2016); La congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri (XVII-XIX secolo) di Tursi (2022); La prossemica del destino (in: AA.VV. Lucani per sempre, 2022). ​Inoltre, è autore del lungometraggio di ricerca Modo armonico semplice – L’Asilo di un Maestro (2007) e del corto sperimentale Avamposto La ricerca della felicità (2025), realizzato con Duccio Forzano; co-autore del montaggio del documentario d’arte Luci e Ombre (2024) di Erasmo Bitetti e Gabriele Scarcia; consulente cinematografico, aiuto-regista e co-montatore del lungometraggio Le scarpe di Pasquale (2002) del maestro e artista Luigi Caldararo.

Nel corso della sua carriera, per il suo valoroso impegno culturale, Salvatore Verde ha ricevuto il Premio internazionale e nazionale la Goccia d’Oro al Merito della solidarietà con l’Infanzia a Rapolano Terme (SI), in Toscana, e diversi riconoscimenti nel proprio Comune, come il Premio Rabatana 2018. ​È stato anche componente del Comitato regionale lucano per il servizio radiotelevisivo e Rai-TV, nel triennio 1978-1981, con nomina Consiglio Regionale di Basilicata, poi consigliere del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Lucana Film Commission dal 2016 al 2020 e presidente della giuria, dal 2007 al 2023, del Festival internazionale Cinemadamare, diretto da Franco Rina. Possiede una biblioteca di oltre 10.000 libri e una videoteca di 6.000 titoli, mentre continua a valorizzare Albino Pierro, il grande poeta tursitano, ed Andrea Ferrara, primo presidente della Suprema Corte di Cassazione. Verde è ideatore e cura personalmente da sempre e  con generosità la pagina Facebook La camera verde dei morti di Tursi, autentico cimitero virtuale tra i primi in Italia, dedicato essenzialmente alla cara memoria dei Tursitani.

Il libro è stato presentato con successo di pubblico e di critica, venerdì 18 settembre 2016, nella sala consiliare del Comune di Tursi, alla presenza di autorevoli ospiti e dello stesso regista americano Tony Buba.

Comunicato stampa dell’Amministrazione Comunale di Tursi.

🎥 Identità, cinema e radici: il racconto di una serata speciale a Tursi.

Ieri sera, nella gremita Sala Consiliare del Comune, abbiamo vissuto un momento magico di cinema, storia e identità. La presentazione del libro “Il sogno americano e il cinema dei fratelli Buba” di Salvatore Verde è stata un momento di arricchimento e riflessione! 🎬📖

Un sentito ringraziamento va a tutti voi che avete partecipato numerosi, rendendo l’evento vibrante ed emozionante.

Un grazie speciale ai prestigiosi ospiti che hanno arricchito la serata:

🔹 Tony Buba, regista italo-americano e cittadino onorario di Tursi, per la sua preziosa presenza.

🔹 L’autore Salvatore Verde e il giornalista Pierantonio Lutrelli per il dialogo coinvolgente.

🔹 Le istituzioni e gli organizzatori: il sindaco di Tursi Maria Anglona Adduci che ha fatto gli onori di casa e il presidente dell’associazione Non Solo Cinquantotto Nuccio Mormando; il presidente del Gal Start2020 Angelo Zizzamia, il consigliere regionale Piero Marrese, il presidente della Provincia di Matera @Francesco Mancini e l’assessore regionale Cosimo Latronico.

🔹 Un plauso agli intermezzi musicali di Cristiana Bruno e un ringraziamento speciale a Darin DiNapoli per la sua esibizione a sorpresa. Un ringraziamento particolare infine va a @Dorian Di Noia per aver fatto da interprete.

L’evento è stato un vero viaggio tra cinema, identità e radici.

Oggi come ieri, un pensiero e un ringraziamento va anche agli indimenticati Pat Buba e Jan McMannis.

Grazie a tutti.

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