Evento Presepe, XV edizione a Tursi, nella Rabatana: 26-27-28 dicembre. ore 16-21,30

Cultura Storia di Tursi

12395230_1188972767782880_832416383_n

Tradizionale appuntamento con la rappresentazione vivente della Natività nella Rabatana di Tursi. L’animazione storica della più bella ricorrenza della cristianità si svilupperà nell’antico borgo a forte caratterizzazione arabo-saraceno, per tre giorni di seguito, dal 26 al 28 dicembre, dalle ore 16,00 alle 21,30.

Il clima è sempre di autentica festa e di partecipazione, in un crogiolo di lingue e dialetti, oltre che di notevole impatto visivo, coreografico e scenografico, tra luci, colori, suoni e odori di elevato valore reale e simbolico. “Evento Presepe XV edizione” è organizzata e curata dalla Pro-Loco del presidente Francesco Ottomano, che ha vinto la scommessa di implementare la manifestazione presepiale nel cuore della diocesi tursitana, tra le più antiche d’Italia (in attesa che papa Francesco nomini il nuovo vescovo, successore di mons. Francescantonio Nolè, trasferito a Cosenza-Bisignano dal 5 luglio).

Quella del presepe vivente è una intuizione che risale a tre lustri addietro, portata avanti non senza difficoltà e sacrifici, ma con convinzione, e con la crescente e fattiva collaborazione della parrocchia Cattedrale dell’Annunziata e del Comune di Tursi. Che ha predisposto un adeguato servizio navetta, gratuito per tutti i visitatori, con partenza da viale Sant’Anna, nella centrale piazzetta Fratelli Conte (sconsigliato l’uso del mezzo privato, soprattutto per le note difficoltà di parcheggio, mentre sarà indicato il percorso per il centro abitato a chi volesse andarci a piedi).

Oltre un centinaio in totale i figuranti, praticamente di tute le età, impegnati in uno spettacolo sempre più ricco di scene, costumi e personaggi, impostosi all’attenzione nazionale del turismo religioso e anche dei media, per la caratteristica bellezza e straordinarietà del sito, ricco di suggestioni ambientali e architettoniche, per la fedeltà immaginifica ai luoghi santi e per essere stato motivo ispiratore di una tra le più famose liriche “A’Ravatène”, appunto, del grande poeta Albino Pierro (1916-1995).

Un evento di forte sensibilità religiosa, ma anche culturale nel senso pieno del termine, che accentua la necessità di valorizzare ancor di più un patrimonio storico-architettonico e naturale, incastonato tra grotte, timpe (la caratteristica roccia sabbiosa giallastra) e i calanchi (i burroni vertiginosi), vicino all’unico torrione visibile del castello (“diruto” alla fine del ‘700) e intorno alla collegiata insigne di Santa Maria Maggiore, dell’XI secolo.

Dentro la chiesa si possono ammirare gioielli d’arte, come il trittico della Madonna in trono con Bambino, del XIV secolo, attribuito alla scuola napoletana di Giotto, il Cristo ligneo, del 1400, e la meravigliosa cappella funeraria dei De Giorgiis, del 1547-50, con gli affreschi e il presepe in pietre, rispettivamente di Giovanni Todisco e Altobello Persio.

Evento Presepe” quest’anno ha una dedica, al giovane architetto Massimiliano Pugliese, deceduto in estate, tursitano ma residente Genova, “un gigante buono, che ha anche collaborato, e non negava un sorriso a nessuno”, ama ricordare il presidente Ottomano.

Salvatore Verde

 

Lascia un commento