
Giuseppe Cristiano (da FB)
Giuseppe Cristiano è stata la novità della tornata elettorale comunale del 2020, allora candidato sindaco nella lista di Muoviamo Tursi. Lo abbiamo sentito dopo questa consiliatura all’opposizione, in cui ha maturato esperienza da portare nuovamente sul campo.
Giuseppe Cristiano, nella precedente consultazione elettorale è stato la new entry del panorama politico tursitano e candidato a sindaco con Muoviamo Tursi. Ci dica come si arrivò a quella decisione, essendo appunto una novità nella politica locale?
Riavvolgiamo un po’ il nastro. Io mi avvicinai al gruppo di Muoviamo Tursi poco prima delle regionali del 2019, dove aiutai Mario Cuccarese che era stato uno dei fondatori del nostro movimento e che si candidò alle regionali nella lista di Basilicata Possibile. Quella fu una bella esperienza, poiché conoscemmo diverse persone, tra cui il prof. Tramutoli, con cui condividevamo valori e ideali, ma con l’occhio sempre di far crescere anche il gruppo di Muoviamo Tursi. All’inizio sicuramente non pensavo ad una mia candidatura a sindaco, tant’è che iniziamo le interlocuzioni anche con altri gruppi che uscivano da cinque anni di opposizione: il nostro rappresentante era Antonio Di Matteo, poi c’era Leandro D. Verde con il suo gruppo e anche persone che uscivano delusi dalla maggioranza come Marianglona Adduci. Senza dimenticare, inoltre, il dottor Antonio Guida che riunì un gruppo di amici per iniziare a dialogare tra noi. La nostra linea era quella di trovare una persona valida che potesse riunire un po’ tutti e avevamo dato dei criteri sulla scelta di questa figura, che doveva essere una novità per la politica. Quindi, un giovane professionista, intendo giovane più dal punto di vista della politica che per l’età anagrafica. Poi tra i tanti nomi uscì anche il mio, che fu proposto da Di Matteo e da altri amici e si pensava che con il mio nome si potessero superare le distanze con gli altri gruppi, però alla fine questa cosa non avvenne. Forse ci furono dei malintesi e comunque bisogna misurare le ambizioni e i metodi di ognuno. Nonostante tutto ho intrecciato un rapporto di amicizia e stima con diversa gente, che faceva parte di altri gruppi come lo stesso Guida, Michele Delfino, Felice Giampietro, Filippo Palermo, lo stesso L.D. Verde. Un aneddoto molto bello che mi lega a Tonio Guida è il primo messaggio della nostra chat whatsapp: lui era sostenuto da altre persone come detto, alla fine presentò la sua lista, e ci fu questo messaggio dopo la rottura. Ricordo, anche, che in alcuni incontri i toni erano stati un po’ accesi, poiché io non contestavo la sua persona ma il fatto che avendo fatto già politica ed essendo stato sindaco poteva portarsi dietro delle scorie di cui non avevamo bisogno in quel momento. Quindi, quella sera dopo la rottura tornai a casa e gli scrissi un bel messaggio, che ricordo con tenerezza e a cui rispose con altrettanta cordialità, nonostante ci affrontammo poi in campagna elettorale. Tra noi c’è sempre stato il massimo rispetto perché eravamo, comunque, animati dalle stesse intenzioni e mi esprimo anche con un po’ di rammarico per non aver trovato un’intesa in quel momento. Non ci fu un punto di incontro, ma forse proprio questa cosa ci ha spinti in questi mesi a cercare un progetto comune per le prossime elezioni. Inoltre, ci tengo a dire che i nostri furono due progetti leali e che non ci fu nessuna lista civetta, come si era sentito dire in giro.
Nonostante tutto la lista di Muoviamo Tursi con lei candidato a sindaco è andata molto bene, siete arrivati a un passo dalla vittoria che poi è andata alla lista di Salvatore Cosma…
Si, noi vincemmo in due sezioni, la 2 e la 5, e nel centro abitato perdemmo solo di 50 voti, mentre nelle frazioni la distanza era di 150 voti. Contando il peso delle due frazioni, ci fu una debacle che ci portò alla sconfitta, anche se nel centro abitato pensavamo che l’aria fosse dalla nostra parte. Era un’aria di cambiamento, che all’inizio ci vedeva scettici, però c’era molto entusiasmo da parte nostra e anche dopo le elezioni la prima sensazione fu quella di soddisfazione, perché avevamo ricevuto la stima di così tante persone che io non mi aspettavo quando avevo iniziato questo percorso.
Ha affrontato, dunque, cinque anni e mezzo di opposizione e al suo fianco furono eletti Antonio Di Matteo (dimessosi poi per la candidatura alle Regionali, quando subentrò Maria Oliveto) e Maria Francesca Santagata. Qual è stata la vostra esperienza in questi anni? Tante volte siete stati in contrasto con l’amministrazione del sindaco Cosma e avete dibattuto su vari temi, come quello del dissesto finanziario.
“Sicuramente c’è il tema del dissesto finanziario ma anche altri temi, altri progetti che ci hanno visto in prima persona spingere forte all’opposizione. Allora il tema del dissesto diciamo che noi l’abbiamo vissuto di striscio, perché comunque noi siamo arrivati che il dissesto era stato già appena dichiarato, quindi noi abbiamo subito le conseguenze del dissesto, una serie di conseguenze dove la spesa pubblica è stata ridotta al minimo d’ufficio e le entrate sono state portate al massimo possibile. Faccio l’esempio, quello che forse i cittadini possono comprendere di più: i servizi a domanda individuale, l’esempio quello della mensa scolastica è stato portato subito alla copertura totale, il costo della mensa è stato obbligatoriamente dal Ministero caricato tutto sui cittadini, perché il Comune in dissesto doveva comportarsi così, il Comune non poteva contribuire.
E quindi effettivamente ora paghiamo le conseguenze che qualcuno temerariamente aveva sottovalutato, questa è la cosa più semplice ma ce ne sono tante di queste conseguenze, un altro esempio è la carenza di personale. Il dissesto è stato risanato con una drastica riduzione del personale che ha messo in ginocchio la macchina amministrativa. I dipendenti danno il massimo di quello che possono, ma comunque rispetto a tanti anni fa son in difficoltà, l’ufficio tecnico è ridotto con pochissime unità, l’ufficio anagrafe è sempre in difficoltà e deve essere supportato da altri dipendenti di altri uffici che poi sottraggono tempo a quello che devono fare, siamo con due vigili, prossimamente uno andrà in pensione, quindi ci sono delle criticità che sono secondo me le prime ad essere affrontate per la prossima amministrazione. Per ritornare alla sua domanda e ad altri temi, c’è sicuramente la questione del patrimonio pubblico e la questione dell’ex asilo di San Filippo, ma in generale lamento una mancanza non di trasparenza ma di accuratezza nelle decisioni, di allargare un po’ a tutti gli interessati quello che può essere un servizio, un’idea progettuale. Intendo dire che molto spesso sono stati altri a dare idee all’amministrazione e non la stessa a movimentarsi per riqualificare una qualsiasi zona. Si è partiti spesso al contrario, aspettando che l’idea fosse poi accettata. Ovviamente le regole sono sempre state rispettate, gli uffici hanno svolto un ottimo lavoro anche perché non sono le amministrazioni che gestiscono queste cose, ma gli uffici comunali che devono eseguire gli indirizzi che sono stati dati.
Cambiando orizzonte, lei da pochi mesi ha aderito al partito Basilicata Casa Comune. Quali le motivazioni di questa scelta e come si sposa all’interno di Muoviamo Tursi, dove si appoggiò la scelta di Di Matteo di candidarsi con Orgoglio Lucano, a sostegno del presidente Bardi, e quindi in contrasto con la sua scelta di oggi.
Devo dire che Muoviamo Tursi ha da sempre accolto tutte le sensibilità, partendo dalla candidatura di Cuccarese, come detto in precedenza, con una coalizione civica ma sicuramente di impronta di sinistra. Di Matteo ha fatto, invece, un percorso all’interno del centrodestra, storicamente coerente con la sua idea politica che si rifà più al centrodestra. Invece la mia idea di politica si è sposata sempre più con un’idea di sinistra e centrosinistra, in particolare di una sinistra cattolica. Ho sostenuto con convinzione Di Matteo alle regionali perché lo meritava, perché lo conosco per il rapporto che ci lega, però non ho mai sposato il centrodestra perché non sarebbe stata la mia casa. Mente BCC l’ho vista come la mia casa, in quanto espressione di una sinistra e centrosinistra cattolica, valori in cui mi ritrovo. Poi non nascondo che mi hanno convinto anche i carismi personali dei leader, in particolare Angelo Chiorazzo, ma anche altre persone che ho avuto modo di conoscere come Nicola Valluzzi, Graziano Scavone, Fausto De Maria, Viviana Cervellino. Il loro modo di lavorare lo avevo già notato prima di conoscerli, poi li ho conosciuti personalmente e la cosa si è rafforzata, quindi è stata una scelta naturale.”
Avete già fatto un evento sulle aree interne, avete intenzione di radicarvi sul territorio e di allargare il gruppo, magari ricostruendo un centrosinistra, come ha già espresso il desiderio anche il dottor Guida?
Sì, la voglia di ricostruire il centrosinistra c’è ed è forte. L’evento è stato fatto proprio per questo, per far conoscere il progetto. Ci sono tanti professionisti interessati e l’obiettivo è creare un coordinamento cittadino e radicarci sul territorio. Abbiamo spesso parlato di questo con Guida, segnalando la mancanza di un centrosinistra unito nella nostra comunità. Sicuramente lavoreremo come coalizione per far si che ciò accada sia con esponenti del PD ma anche del Movimento 5 Stelle.
Tornando alle prossime elezioni comunali, lei sarà di nuovo candidato sindaco?
La risposta è no. Per non ripetere gli errori del passato abbiamo cercato di mettere da parte le ambizioni personali e lavorare per convergere su una figura condivisa. Io mi sono messo a disposizione del progetto, cercando di convergere intorno ad una figura che unisca tutti, anche quelle persone con diverse sfaccettature politiche. Certamente il gruppo consiliare di Muoviamo Tursi è a disposizione per portare avanti un progetto alternativo nella prossima competizione elettorale, che entrerà nel vivo tra pochi giorni.
Per il futuro, invece, quali sono i suoi obiettivi e impegni sia dal punto di vista politico che personale?
“In ambito politico, le elezioni comunali e l’obiettivo di amministrare. Nel lungo termine costruire una nuova classe dirigente e ricostruire il centrosinistra. Un altro obiettivo è il coinvolgimento dei giovani, che oggi sono un po’ lontani dalla politica. Io non ho particolari ambizioni, mi ritengo una persona prestata alla politica, non un politico di professione. Ho deciso di fare politica perché volevo vedere Tursi diversa da come l’avevo trovata quando sono tornato qui e quindi ho fatto questo. Il mio obiettivo è quello di cercare di cambiare la politica in qualsiasi modo. E quindi ho fatto questo. Il mio obiettivo è quello di cercare di cambiare, la politica è quello che deve fare, cercare di cambiare le cose. Uno si deve impegnare, se le cose andavano bene io non mi sarei impegnato. Nei giovani, invece, vedo un po’ di rassegnazione e questa cosa mi dispiace molto. Sicuramente è una colpa che noi tutti dobbiamo attribuirci. Come detto prima c’è la speranza di ricostruire un centrosinistra, ma ripartendo assolutamente dai giovani. Per quanto riguarda i prossimi appuntamenti, se parliamo degli appuntamenti provinciali, regionali, non ho ambizioni. L’importante è costruire un progetto. Poi non si deve parlare delle persone, ma deve andare avanti il progetto. Se ci saranno persone valide che avranno voglia, tempo e capacità, si metteranno a disposizione. Io farò altrettanto e poi cercheremo la persona giusta nel caso. Troveremo una persona che ci possa rappresentare a livello regionale o provinciale, con le dovute differenze che sappiamo.
La cosa che mi ha lasciato la politica è che ci sono tante gioie e tanti dolori. Ho imparato a inghiottire tanti bocconi amari, tante delusioni, tante umiliazioni. Però la cosa bella che ti dà la politica è conoscere e confrontarsi con le persone. Io ho tanti amici, non quasi tutti, che ho conosciuto grazie alla politica. La cosa che a me, a volte si rimprovera pure, è che io parlo con tutti, anche con gli avversari. E invece a me la cosa che piace tanto è quella di confrontarmi anche con gli avversari. Ho stretto amicizie anche con persone della maggioranza, persone che sostengono la parte avversa.
Lo stesso sindaco Cosma ha più volte sottolineato il rapporto di rispetto che avete avuto.
“Sì, sì. È un obiettivo che ritengo abbiamo raggiunto con la mia candidatura e con la campagna elettorale: distinguere l’aspetto personale dall’attacco politico. Io con Cosma, in amministrazione, mi sono scontrato più volte, anche duramente, sui temi politici, ma non ne abbiamo mai fatto una questione personale e spesso ridiamo e scherziamo insieme. Raccontiamo aneddoti che ci arricchiscono a vicenda. Ogni volta che incontro una persona che ha fatto un atto politico, che sia vicino o lontano da me, io mi fermo a chiacchierare e lo faccio veramente con piacere. Sono, secondo me, le ore meglio spese da quando faccio politica: il confronto. Anche mia moglie, che non è di Tursi, la maggior parte delle sue amicizie derivano proprio da questa esperienza politica. Quindi devo dire grazie alla politica per questo. Tutto quello che verrà in futuro sarà un di più. Il successo già l’abbiamo ottenuto con questi nuovi rapporti, essendoci arricchiti entrambi, io e mia moglie, con la conoscenza e il confronto con nuove persone.
Un grande successo è la vostra bambina.
Il successo più grande è la bambina e il bambino in arrivo. Sì, aspettiamo anche il fratellino. Quello è il successo più grande che fa cancellare tutto quando torno a casa, magari dopo una giornata di amarezza. Svanisce tutto, perché tutto passa in secondo piano.
Giulio Cesare Virgallito
