LA STRAORDINARIA MOSTRA “RITORNO ALLA LIBERTÀ” A CURA DELL’ARCHIVIO DI STATO DI MATERA NELLA CITTÀ DEI SASSI IL 25 APRILE

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Ho avuto la fortuna, su amichevole invito, di essere presente all’intensa celebrazione del 25 aprile a Matera, ricorrenza dell’81°Anniversario della Liberazione dal Nazifascismo. Il notevole evento, come sempre dal forte impatto sociale e civile, oltre che storico e culturale, è stato programmato e realizzato in modo efficace dalle istituzioni del territorio materano, Provincia, Comune e Archivio di Stato, con il coordinamento della Prefettura. Ammirevole la partecipazione della popolazione e delle associazioni, molti giovani e studenti, e dei turisti non soltanto italiani.

Della straordinaria cerimonia complessiva, un’attenzione particolare ho dedicato alla mostra della Insurrezione di Matera del 21 settembre 1943, che aveva l’intento dichiarato di raccontare il percorso che ha portato la Città dei Sassi, la prima del Mezzogiorno, ad insorgere contro i tedeschi, tanto da essere insignita sia della medaglia d’argento al Valor Militare (1966) che della medaglia d’oro al Valor Civile (2016), per l’importante contributo dato alla Resistenza Italiana. Inaugurata al termine della mattinata di sabato, con l’intermezzo strumentale di musicisti del Conservatorio E.R. Duni, l’esposizione documentaria è rimasta aperta al pubblico il pomeriggio e nella successiva domenica, con ingresso gratuito, nel Palazzo Malvinni-Malvezzi, in Piazza Duomo.

“Ritorno alla libertà”, titolo emblematico e prospettico del multiforme itinerario offerto dalla documentazione,  era curato dall’Archivio di Stato di Matera, del lungimirante e sensibile direttore Pietro Sannelli, con l’intento di far ripercorrere la rivolta popolare materana contro gli oppressori nazisti, offrendo  l’elenco delle vittime e un’accurata e selezionata documentazione storica e fotografica, fatta di documenti, carte, note, richieste, dichiarazioni, telegrammi, esposti,  resoconti, testimonianze, lettere, delibere, articoli di giornali, manifesti, relazioni, provenienti dal Fondo Prefettura, su iniziativa del Prefetto Maria Carolina Ippolito. Il tutto arricchito da materiali della collezione privata del noto artista e fotografo Enzo Viti, che “comprende, tra l’altro, planimetrie raffiguranti i rifugi pubblici antiaerei della città e le fotografie scattate nei giorni successivi alla liberazione”. Da rimarcare il lavoro di preparazione, ricerca e selezione dei materiali originali esposti, effettuata dai collaboratori dell’Archivio, che hanno garantito anche un’assistenza puntuale e preziosa nei due giorni di frequentazione dei visitatori.  Lodevole il loro impegno per i testi, le schede e didascalie per ottimizzare al meglio la evocativa ma realistica fruizione. Spiccano, inoltre, l’articolo del glorioso quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno, una serie di illustrazioni del fumettista Pino Oliva, dalle ricerche storiche di Francesco Ambrico, e parecchi incartamenti personali, procedurali e istituzionali.

Insomma, un autentico viaggio nella nostra Storia del secolo scorso, che il tempo non ha obliato, per meglio far conoscere avvenimenti vicini e tragici, tra barbarie ed eroismi, sempre presenti nella memoria della collettività che ha lottato e ritrovato il senso pure doloroso del sacrificio per la definitiva affermazione dei valori che fondano la nostra Costituzione: libertà, democrazia e giustizia. Ma anche per esaltare il sentimento di sconfinata gratitudine verso coloro che hanno combattuto per l’Italia e hanno donato la propria vita. Si, una mostra di altissimo valore e spessore, da riproporre magari per visite didattiche, che ha ancora molto da dire e dimostrare nel tempo che verrà, come una luce che illumina la incerta modernità, tra violazioni del diritto internazionale e guerre insensate. Aperto dal 1955 come Sezione di AdS, e dal 1963 con l’attuale denominazione, l’Archivio di Stato di Matera è tuttora e sempre più imprescindibile per l’evoluzione della ricerca e la conservazione della nostra memoria, senza la quale la stessa umanità rischia lo smarrimento finanche esistenziale.

Salvatore Verde

Pietro Sannelli, Direttore dell’Archivio di Stato (immagine di repertorio)

Enzo Viti, durante la Mostra (foto S.V.)

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