“InEquilibrio” di Filomena D’Ambrosio, nel progetto “International Art_Project Mosca Lecce Tursi 2019”. Vernissage 3 agosto, ore 19.30, a Tursi nell’ex municipio San Filippo

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Sabato 3 agosto, nell’ex municipio San Filippo di Tursi (Matera), si inaugura la mostra personale dell’artista lucana di Tursi Filomena D’Ambrosio “InEquilibrio”, che conclude la prima edizione dell’International Art_Project, iniziato il 3 aprile in Russia sulla linea Mosca, Lecce, Tursi, assieme all’artista russa Irina Kerimova. Tre mostre per ogni artista, in tre città differenti, la prima nella capitale moscovita (con le due personali: “Equilibrio” della D’Ambrosio e “Tutto è Uno” della Kerimova). Con la mostra “InEquilibrio”, l’artista tursitana propone un’antologica del suo itinerario creativo. Alla serata interverrà il sindaco di Tursi Salvatore Cosma, con la prof. Ester M.V. Annunziata, architetto e docente dell’Accademia di Belle Arti, e l’autrice, le quali dialogheranno con il pubblico. A seguire  la performance musicale di “Cantì Jaramme”, musica di Jacopo Alessandi e  voce della stesa D’Ambrosio, nella rievocazione anche nostalgica di antichi suoni della terra di Lucania.


La D’Ambrosio, artista di professione, vive e lavora a Lecce, dove si è diplomata all’Accademia di Belle Arti, ma viaggia spesso alla ricerca di stimoli e confronti. Singolare il suo percorso, dalla prima produzione “Da qui ritratto”, rappresentata da quadri pieni di colore, con figure dai tratti forti ed evidenti,  frutto della consapevolezza di un proprio limite: la paura della tela vuota. Scava poi nelle propria personalità, con un viaggio intimo ed introspettivo di ricerca di sé stessa, approdando alla serie “Limiti”, quadri materici, completamente bianchi, in cui il vuoto della tela non è più un ostacolo da superare, un elemento negativo, ma piuttosto diventa esso stesso lo spazio dell’opera. Dunque, nel caos riesce a trovare il suo “equilibrio”, dove ogni cosa superflua è eliminata. Disegna figure esili, impercettibili, avvolte ora da colori, ora da una trama d’ombra, silhouette in equilibrio in uno spazio vuoto, omogeno, spesso bianco ma a volte anche grigio o dai colori neutri, non immediatamente percettibili; talvolta nascoste. Alcune tele sono dipinte con acrilico a spatola, applicato con un gesto paziente, fatto di attese dovute soprattutto ai tempi di asciugatura dei diversi strati del materiale; su altre utilizza pigmenti naturali come caffè, vino, cavolo rosso e china, con cui realizza figure nate da un gesto veloce, rapido e sicuro, un’unica pennellata trasmessa dalla mente alla mano. “In tutte emerge preponderante la figura femminile e, anche lì dove non è delineata, segna comunque, con semplicità e minimalismo, una forte presenza”, scrive la E.M.V. Annunziata in L’Universo Femminile annulla le distanze: Filomena D’ambrosio e Irina Kerimova.

Salvatore Verde

Breve nota biografica e artistica dell’Autrice
Filomena D’Ambrosio (1981) ha trascorso la sua infanzia e parte della giovinezza a Tursi (MT), dove si è diplomata all’Itcg “M. Capitolo”, prima di trasferirsi a Firenze. Nella florida cultura fiorentina ha modo di formare la personalità, lo sguardo culturale sul mondo e il gusto estetico, con una sensibilità profondamente legata ai valori e alle tradizioni della propria terra. Ancora oggi le sue opere sono frutto di una continua ricerca autobiografica che lega il passato con il presente nel quotidiano. Nel 2006 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Lecce si laurea con il massimo dei voti, nel 2012. Da subito, si sperimenta in residenze artistiche, esposizioni personali, collettive e in progetti in Italia e all’estero. Nel 2013 è vincitrice di borsa di studio del Progetto Europeo “Leonardo Da Vinci”, per una residenza a Targu-Jiu in Romania, la città natale dello scultore Brancusi. In questo periodo insegna arte contemporanea al liceo Escuela Teológica “San Nicodemo” – Targu Jiu, Gorj, Oltenia, Rumanía e lavora – sperimentando con l’arte terapia – per il Centro de Salud Mental “Targu Carbunesti”. Grazie a questa esperienza crea dei ritratti dei pazienti e organizza la sua prima personale dal titolo “Un po’ di Tempo”, a cura di Mihaela Cristea, nell’Art Gallery, Targu Jiu.

Tornata in Italia, chiude a Nardò (LE) il percorso accademico con la mostra “Da qui Ritratto, una retrospettiva inversa”, a cura di Tommaso Ariemma e il supporto di Monica Lisi. Nel 2015, vincitrice di un’altra borsa di studio di tre mesi per una residenza artistica per giovani artisti erogata dalla Regione Basilicata, sceglie nuovamente la Romania, questa volta Cluj Napoca. In tale periodo insegna Arte nella scuola secondaria del Centro Culturale Italiano e tiene seminari su arte, cultura e tradizioni lucane alla Facoltà di Lettere dell’Università Babes Bolyai. Nasce qui la serie intitolata “Limiti”, a cura di M. Cristea, ed esposta a Gorj County Museum, Targu-Jiu e poi portata a Lecce al Fondo Verri e alla galleria Francesco Foresta. Nello stesso periodo espone delle foto intitolate “I Pensieri di Cono”, a cura di Gaina Dorel, nella galleria il Casino di Cluj-Napoca, sempre in Romania. Nel biennio 2017-18 partecipa ad alcune residenze artistiche ad Elena in Bulgaria e in Italia. Nell’anno in corso, è ideatrice, con l’artista russa Irina Kerimova, del progetto “International Art Project Mosca- Lecce-Tursi 2019”, con la sua mostra personale “InEquilibrio”. Ad agosto, la sua ultima produzione sarà al Castello Bran in Transilvania, sempre a cura di M. Cristea. (s.v.)

Filomena D’Ambrosio (foto profilo FB)

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