INTERVISTA A TONIO GUIDA, MEDICO ED EX SINDACO DI TURSI, OGGI CONSIGLIERE DI MINORANZA A FINE MANDATO

Politica

Antonio Guida è uno dei maggiori esponenti politici tursitani degli ultimi decenni. È stato diverse volte candidato sindaco, riuscendo a prevalere per ben due volte, nel 1997 e nel 2007. Non ha mai lasciato la sua professione di medico e dentista, come orgogliosamente afferma, unendo la sua passione politica a quella lavorativa. In questi cinque anni di amministrazione è stato tra i banchi dell’opposizione rappresentando la lista “Insieme”, che arrivò terza alle scorse tornate elettorali. Lo abbiamo raggiunto per un confronto sulla sua esperienza politica.
Cos’è per lei la politica, il fare politica nella sua accezione più assoluta?
“Il fare politica è il servizio alla comunità, essere sempre disponibili a poter dare il meglio di sé per il progresso della nostra comunità, per il servizio sociale, in tutti i sensi.La mia lunga esperienza politica è stata un insieme di successi e anche, a volte, di delusioni; è stato anche un ricco bagaglio di esperienze, di esperienze positive e soprattutto di ricordi, ricordi molto belli, come ad esempio nel 2001 l’incontro con Papa Giovanni Paolo II, oggi santo, in occasione dell’incoronazione centenaria della Madonna di Anglona. Un’esperienza veramente emozionanteea questo proposito, vorrei anche ricordare un particolare molto importante: nel 1951 era sindaco mio padre Francesco Guida e partecipò al cinquantenario dell’incoronazione della Madonna di Anglona. Nel 2001, dopo 50 anni, ho partecipato come sindaco ai festeggiamenti del centenario dell’incoronazione. Poi, per quanto riguarda la mia esperienza ho fatto sempre politica per passione. Ho fatto il sindaco due volte; la seconda volta purtroppo la consiliatura fu interrotta bruscamente da scelte politiche oscure, sia contro la mia persona, ma io ritengo soprattutto contro il popolo di Tursi, perché questo determinò un lungo periodo di commissariamento, con tutti i danni che quello comporta, perché un commissario, chiaramente, amministra la quotidianità, non ha degli interessi politici, non fa delle scelte politiche, e poi in un momento nel quale avevamo avviato già delle grosse progettualità per il progresso, sia sociale, culturale ed economico della città di Tursi. Questo è un po’ un rammarico che mi è rimasto nel tempo. Poi, comunque, la mia attività amministrativa è stata sempre abbastanza proficua, infatti, molte opere fanno capo alle mie due amministrazioni, nonostante il secondo periodo durò solo un anno e mezzo. Ad esempio, il grosso finanziamento del campo sportivo, che è un fiore all’occhiello della città di Tursi, poi il recupero strutturale e conservativo del vecchio municipio, che sarà destinato al Museo Diocesano, anche lì un grosso finanziamento che riuscii ad ottenere; la copertura del campo di basket, con l’attuale Piazza Scopelliti; poi il progetto del Parco Letterario Albino Pierro (che non fu finanziato), come il primo appalto per la raccolta dei rifiuti solidi urbani. Insomma, un’attività abbastanza coerente con il mio modo di immaginare la politica, in modo pragmatico più che populistico, ovviamente. Invece, per le scelte dal punto di vista ideologico io sono sempre stato collocato nel centro-sinistra, tranne alcuni periodi in cui mi sono dissociato un po’ dalla politica del Partito Democratico, perché la mia istruzione è quella del Partito Popolare, poi la Margherita, che poi si è fusa con il PDS, dando vita all’attuale PD. Però, diciamo, la mia ideologia è quella di un socialismo berlingueriano, orientato sempre verso il sociale, verso un’equità. Ho cercato di trovare delle motivazioni valide per fare la politica nella propria peculiarità, in sé stessi, nel proprio modo di essere, nel proprio modo di pensare, nel proprio modo di esprimersi all’esterno. Negli ultimi anni ci sono state delle fasi di delusione, come cinque anni, poiché avremmo potuto fare un accordo ma delle parti sono venute meno. Spesso nella politica ci sono individualismi che creano un malessere in un certo senso.
Lei ha attraversato tre decenni: sindaco nel 1997-2002 e poi nel 2007-2009, inoltre si è ricandidato nel 2020. Cosa è cambiato in tre decenni, visto che è diventato sindaco grazie a coalizioni di centro-sinistra e perché nel 2020 è mancata l’unità? Perché ha parlato anche di scelte politiche oscure: può essere un po’ più chiaro?
“Nel 2020 sicuramente sono mancati i partiti che erano presenti nel 2007: c’era per esempio l’Udeur, io facevo parte del Partito Democratico che aveva anche un grosso gruppo al seguito. Eravamo un bel gruppo di lavoro, il quale mi ha permesso di vincere in modo netto contro liste molto forti come quelle di Salvatore Caputo e Angelo Castronuovo. Però dopo un anno sono incominciati già i primi dissidi, ma non vorrei mettere l’accento più di tanto su questo, tant’è che mi sono permesso di parlare di strategie oscure, perché in effetti non c’era un progetto alternativo. Io avrei capito: togliamo Guida perché c’è un altro progetto, invece no, c’è stato del vuoto, perché alla fine c’è stato un anno e più di commissariamento, un anno e mezzo circa, e il commissario è un tecnico. Io concepisco la politica anche quando dall’altra parte c’è un’altra visione, un’alternanza o qualcosa. In quel frangente si è voluto distruggere il percorso iniziato per danneggiare l’amministrazione e per tutto ciò che si poteva fare in quel periodo.

Subito dopo, nel 2010, non si candidò, ci fu solo la lista di Labriola: anche lì non ci furono le condizioni per la ricandidatura o cosa successe?
“No, no, fu una scelta personale. Non vedevo in quel momento, dopo quella situazione, la serenità per pensare a ricostruire di nuovo un percorso politico, quindi decisi di mettermi da parte.”

Riferendoci alla più stretta attualità, le chiedo come sono andati questi cinque anni di opposizione, dopo le candidatura del 2020?
“Nel 2020 sono stato stimolato di nuovo da alcuni amici per poter costruire un nuovo percorso e quindi mi sono entusiasmato, perché la politica per me è stata sempre entusiasmo e passione.Siamo riusciti anche con qualche difficoltà, in verità, perché speravamo, credevamo, dopo tanti incontri, tante riunioni, di poter fare un’unica coalizione contro la lista di Salvatore Cosma, però poi non ci siamo riusciti. Alla fine decidemmo con il gruppo di amici, che mi sostenevano di formare la lista “Insieme” e di candidarmi nuovamente a sindaco. Purtroppo sapevo, poiché lo avevo anche dichiarato più volte, che con due liste la partita poteva essere più aperta, mentre in una corsa a tre la vittoria era quasi scontata per Cosma e così è stato. Avevo visto giusto, lo dicevo già prima ancora che si proponessero le candidature. Perché io ponevo questo ragionamento: io sono alla fine della mia esperienza politica, ho costruito comunque una lista, se io faccio il sindaco dopo ci potrà essere al mio posto un altro, però ci sono tanti spazi, c’è la provincia, ci sono gli assessorati, ci sono gli enti. Invece non ci fu verso perché alcuni erano sicuri di vincere, non ci fu l’unità e perdemmo. Dunque, in questi cinque anni da consigliere di minoranza ho cercato di portare avanti un’opposizione costruttiva nel rispetto dei ruoli reciproci, perché per me l’istituzione va rispettata sempre. Ho fatto anche diverse proposte e durante questi anni mi sono assentato solo una volta dal Consiglio Comunale. Mi sono opposto, soprattutto, su quei progetti che ritenevo non avessero i criteri di legittimità, come la costruzione del forno crematorio al cimitero.

Si, ricordo che lei portò anche una relazione in Consiglio Comunale su questo tema.
“Sì, era una relazione scientifica, non erano opinioni personali. I tecnici avevano dimostrato scientificamente che sarebbe stato comunque, un danno alla comunità e un danno ambientale enorme senza nessun ritorno economico, con inquinamento per l’agricoltura, per la salute umana, per tutto. Quindi questo è un problema; tant’è vero che alla fine il sindaco disse: “Adesso non parliamo più del forno crematorio, abbiamo ritirato”.


la critica più grossa è stata quella sul dissesto finanziario. Il Sindaco Cosma ha dichiarato che le casse comunali sono in ripresa e presto si uscirà da questa situazione, lei cosa ne pensa e che opinione ha?

Un dissesto finanziario, certo, che ha condizionato molto anche le scelte della maggioranza e noi abbiamo sempre battuto su questo problema, perché chiaramente questo ha determinato la tassazione massima per tutti i tributi a livello locale, ha determinato anche molti sacrifici da parte dell’amministrazione, dobbiamo essere sinceri. Io credo, anche in base alle parole del sindaco, che con i sacrifici di questi anni, in qualche modo, se non totalmente, ci sia una possibilità di risanamento della finanza comunale. Poi non so con precisione dare dei numeri, però credo che possano esserci delle opportunità, anche perché con il pensionamento di molti impiegati la spesa comunale si è ridotta moltissimo, anche se questo ha comportato un danno di efficienza. Infatti dico che va ristrutturata completamente la macchina comunale, perché mancano impiegati, mancano personale, ci sono posti vacanti, situazioni al limite. Prenda l’anagrafe: a volte funziona, a volte non funziona, ci sono carenze, criticità. E ci sono tante altre criticità a livello del paese, in vari settori del tessuto urbano. Io non guardo la politica con individualismi, con simpatie o antipatie, nella maniera più assoluta. Ho sempre considerato la politica come qualcosa per attuare il progresso della comunità, perché noi ci viviamo, oltretutto, e io sono legatissimo a Tursi. Ho fatto la scelta di restare, di continuare la mia vita qui. Il mio auspicio adesso, in questo stato un po’ di confusione, è che, senza guardare individualismi, chiunque vada ad amministrare risolva tante criticità e pensi realmente al progresso del paese, perché Tursi merita molto, per le sue attrazioni, per la sua economia, che è abbastanza solida, quindi merita di più. Chiunque vada ad amministrare lo faccia con passione, con competenza, con persone competenti, e dia risposte ai cittadini, perché c’è molta delusione anche in buona parte della cittadinanza.”

Tornando al discorso dei partiti: Lei, dopo la fusione tra Margherita e PDS, è entrato nel Partito Democratico, poi ne è uscito per divergenze…
“Sì, divergenze a livello locale, a livello regionale, a livello provinciale.”
E poi è rientrato dopo le ultime regionali.
“Esatto, dopo le ultime regionali, perché ho notato che c’era un’assenza del partito a Tursi.”

Ricordo anche un passaggio in Consiglio Comunale, con l’assessore Federico Lasalandra, in cui lei fece una critica sulla mancanza del Partito Democratico…

Sì, quella è stata la mia adesione al Partito Democratico in Consiglio Comunale, proprio per cercare di costruire un percorso. A Tursi c’è sempre stato un centro-sinistra abbastanza forte, un Partito Democratico forte.Nel 2007 avevamo due o tre assessori del Partito Democratico, il sindaco e altri consiglieri; eravamo molti in amministrazione.Quindi ho voluto riprendere questo percorso, anche perché è il solco della mia ideologia.In quella occasione ebbi anche un confronto, perché non capivo come si potesse essere contemporaneamente in maggioranza e in minoranza senza una vera attività di partito.”

Oggi, a pochi giorni dalla presentazione delle liste, in che stato di salute versa il Partito Democratico a Tursi?
“Io ho cercato di ricostruire e creare le basi insieme a un gruppo di amici. Non abbiamo avuto il tempo di strutturarci, anche per problemi a livello provinciale e regionale. È stato un periodo di confusione e non è stato possibile fare un congresso di circolo.Io mi auguro che si possa ripartire. Posso dare un mio contributo, però ho deciso di uscire dalla politica attiva. Posso fare il “padre nobile”, mettere a disposizione la mia esperienza e la mia passione.Vorrei che altri prendessero in mano la situazione e ricostruissero un centro-sinistra forte.”

Possiamo quindi dire che lei non si ricandiderà, ma resta a disposizione?
“Sì, non mi ricandiderò, però resto a disposizione per la costruzione futura, sia a livello locale sia anche più ampio.Allo stato attuale non ci sono le condizioni per una lista di centro-sinistra strutturata, quindi mi auguro che si costruisca un progetto alternativo valido. Bisogna pensare ai beni comuni, con uno sforzo di unità da parte di tutti, lasciando da parte egoismi e, pur legittime, ambizioni, ma tenendo i piedi per terra e capendo se c’è effettivamente la possibilità di costruire un progetto alternativo.”

Per concludere, quali saranno i suoi possibili impegni futuri, sia in ambito politico sia personale? Lei ha parlato anche di una figura di “padre nobile” per aiutare future generazioni.

“La mia disponibilità ci sarà sempre, perché, come ho detto prima, la passione politica non passa, nemmeno dopo tanti anni. Anche quando ci sono stati interessi diversi, posso dire che ho fatto politica senza mai indirizzarla verso interessi personali, e penso che questo sia un dato evidente. Ho svolto la mia professione regolarmente, ho amministrato, ho fatto l’assessore provinciale, ho ricoperto varie cariche e incarichi, ma non c’è mai stato un interesse personale alla base. Quindi continuerò eventualmente, non in prima persona, a fare politica, ma quantomeno a partecipare. Darò la mia disponibilità, se me lo richiederanno, se ci sarà bisogno, se gli amici o chi vorrà prendere in mano il partito lo riterranno opportuno. Poi le cose possono cambiare in politica, si sa, mai dire mai, perché a volte si creano le condizioni per situazioni diverse e allora magari uno ci riflette anche, chiaramente. Allo stato attuale la mia scelta è questa: dare un contributo e spero che questo possa essere compreso, e che si arrivi effettivamente a trovare delle soluzioni unitarie. Perché in democrazia, al di là del fatto che una parte possa operare bene o meno – e non voglio esprimere pregiudizi, perché bisogna vedere poi all’opera chi governa – credo che sia giusto che ci sia un progetto alternativo. Altrimenti una sola visione rischierebbe di deludere molti cittadini. È importante dare ai cittadini la possibilità di scegliere tra più progetti: poi sarà il popolo a decidere chi dovrà amministrare nei prossimi mesi.”

Giulio Cesare Virgallito

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