
Si è appena conclusa a Fardella (Pz) tra i boschi del Pollino, nel Parco naturalistico Barbattavio-Guarino, la prima fase della residenza del progetto All Systems Collapse Tonight dell’artista e regista di teatro contemporaneo Ioana Păun (1984, Cluj-Napoca, Romania), un viaggio nell’inconscio collettivo attraverso i sogni che animano le nostre notti. Basandosi sugli studi più recenti intorno alla dimensione sociale dei sogni, Ioana Păun promette di portare alla luce desideri, ansie e paure condivise caratteristiche della nostra epoca, attraverso performance di potente impatto emotivo costruite con la partecipazione attiva degli spettatori.
Il progetto è co-finanziato dall’Amministrazione del Fondo Culturale Nazionale* e dall’Istituto Culturale Romeno** attraverso il Programma Cantemir, per l’internazionalizzazione della cultura rumena, di cui è tra i vincitori nel 2025. Prodotto da Nicole Burlacu e Andreea Oprițescu, con la collaborazione della programmatrice Teodora Szasz, All Systems Collapse Tonight prevede un periodo di preparazione e sviluppo nella natura lucana tra agosto e inizio settembre, per fare tappa subito dopo a Matera e in alcune città italiane.
“Per Fardella è un onore ospitare artisti europei di fama internazionale”, dichiara la sindaca Mariangela Coringrato: “Grazie a questa residenza il Parco Angelo Guarino rivive e diventa fonte di ispirazione artistica e culturale. Il nostro obiettivo è rendere internazionale Fardella, comune capofila della Via del Miskiglio, aprendolo a nuove prospettive e facendo dell’ospitalità il nostro punto di forza. Diventando il set delle opere della regista Ioana Păun, Fardella si apre al mondo e si carica di nuove energie. Spero che i protagonisti di questo progetto diventino i nostri messaggeri nel mondo, portatori della bellezza del nostro territorio, fatto di natura, buon cibo, tranquillità e convivialità”.
“Ogni notte i nostri sogni non sono storie isolate, ma frammenti di una realtà più ampia: un flusso continuo di immagini e simboli condivisi da tutti noi”, spiega Ioana Păun: “Quando sembra impossibile tenere il passo con la velocità e il caos che ci circondano, l’inconscio diventa il luogo in cui vertigini e rumore bianco si sviluppano, come una pellicola in camera oscura, pixel dopo pixel, finché non appare un’immagine. Al mattino, il corpo porta con sé un copione che non ricorda, ma che riconosce”.
All Systems Collapse Tonight invita a condividere il proprio mondo onirico e a scoprire quanto in realtà abbiamo in comune, componendo insieme una sorta di archivio dell’inconscio collettivo contemporaneo. Materia prima dell’opera saranno i sogni di 25 spettatori, a partire dai quali Păun e il suo collaboratore per l’Italia, l’artista Niccolò De Napoli, genereranno attraverso un algoritmo di Intelligenza Artificiale NPL una performance diversa per ogni gruppo di partecipanti, affidata all’interpretazione dal vivo dell’attrice e performer Silvana Mihai. “La performance si tuffa nell’inconscio e porta in superficie, con delicatezza, desideri che ammettiamo a malapena e paure che preferiremmo ignorare, catturando al contempo il modo in cui le nostre società sognano oggi”. Per ogni spettatore, l’emozione di guardare le proprie visioni notturne trasformarsi in un’esperienza condivisa, sarà unica e irripetibile.
“All Systems Collapse Tonight è, in un certo senso, una dichiarazione di ribellione”, conclude la regista: “Desidero entrare in contatto con il nostro lato indomabile, proprio come la nostra immaginazione corre libera e selvaggia durante la notte. Ci destreggiamo continuamente tra accettabilità, originalità e spregiudicatezza. Questo spettacolo è un modo per attingere al nostro coraggio e abbracciare sia la bellezza sia la bestia che è in noi. È un’esperienza estetica che porta con sè una pulsazione primordiale.”
Per info e approfondimenti: sito web https://ioanapaun.com/
Profili social: Linkedin https://ro.linkedin.com/in/ioana-paun
Instagram https://www.instagram.com/ioanaioanaioanaioanapaun/
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*Il presente progetto non riflette necessariamente la posizione dell’Amministrazione del Fondo Culturale Nazionale. L’AFCN non si assume alcuna responsabilità in merito ai contenuti del progetto né riguardo all’utilizzo dei risultati, che restano di esclusiva responsabilità del beneficiario del finanziamento. Amministrazione del Fondo Culturale Nazionale https://www.afcn.ro/
**Questo progetto è cofinanziato dall’Istituto Culturale Romeno attraverso il Programma Cantemir, programma di sostegno a iniziative culturali destinate al contesto internazionale. L’Istituto Culturale Romeno non si assume alcuna responsabilità in merito ai contenuti del progetto né rispetto all’utilizzo dei risultati, che restano di esclusiva responsabilità del beneficiario del finanziamento.
Istituto Culturale Rumeno, programma Cantemir 2025 https://www.icr.ro/bucuresti/programul-cantemir (Gessica Paolicelli)


All Systems Collapse Tonight di Ioana Păun
Biografie
Ioana Păun, regista teatrale, cinematografica e artista performativa, nel suo lavoro fonde teatro, arte dal vivo e partecipazione, esplorando il comportamento umano in contesti situazionali difficili. Laureata alla Goldsmiths University di Londra e all’UNACT (National University of Theatre and Film) di Bucarest, svolge attività di ricerca anche a livello internazionale. “Sono un’artista che ama giocare con i propri simili, l’azione, la teatralità e la partecipazione. Per questo creo situazioni performative in cui la realtà si fonde con la finzione, tracciando comportamenti sia in registri estetici sia subliminali. Nel corso del tempo ho collaborato con storici, programmatori, registi, sociologi, giornalisti investigativi, bambini, anziani, ricercatori e rifugiati, creando formati imprevedibili che sperimentano nuove modalità di relazione con il pubblico. Le mie performance sono state sostenute da istituzioni quali Le Phénix | Scène Nationale Valenciennes, Les Tanneurs di Bruxelles, MuseumsQuartier di Vienna, Kunstraum Lakeside, Schauspielhaus Wien, il National Museum of Mexican Art di Chicago, l’Ashtar Theatre nella Palestina occupata, il National Dance Center Bucharest, Paintbrush Factory e Foarte Mic Theatre.
Nel 2017 ho fondato il Performance Program al MNAC di Bucarest, producendo opere di oltre 30 artisti emergenti e contribuendo allo sviluppo della scena locale. Nel 2021 ho esordito al cinema con il cortometraggio “Emilia Hosu ha l’HIV”, vincitore del Critics’ Jury Award al FEKK in Slovenia, del Best Romanian Short al TIFF e del Critics’ Award a La Femme Festival di Parigi. Dopo la pandemia, sono passata dalle esplorazioni esterne a quelle interiori, collaborando con Stanford, Bard e Pace alle ricerche sull’identità artistica su Instagram. Dal 2021, ho avviato un dialogo con i colleghi sulla condizione dell’artista, che è culminato in Dear Artist, un trittico video sullo smantellamento dell’ego artistico. Nello stesso periodo, ho creato performance come The Others (Teatrelli), Sending Art to Gaza (Ashtar Ramallah), The Breakup (PAKT Bratislava, Mobius) e Dreamers (CNDB, Faber), continuando a interrogare la natura umana e i limiti della performance art. Presto tornerò al teatro con una storia che mi perseguita da otto anni: il dirottamento del Tarom del 1971, messo in scena al Teatro Nazionale di Oradea nel 2026”.
Silvana Mihai è un’attrice rumena che lavora sia nel teatro statale sia in quello indipendente. Ha recitato in film della New Wave rumena e in diversi cortometraggi internazionali, come The Taster (BAFTA Student Award; Fantasia Outstanding Performance Award). Parallelamente, è attiva nel teatro sociale e politico, contribuendo alla ricerca sul campo e alla performance. Sviluppa anche progetti interdisciplinari che esplorano il corpo, la memoria e le nuove tecnologie. Teodora Szasz, PhD, ricercatrice senior presso Philips dal 2023, è una pluripremiata ricercatrice nel campo dell’intelligenza artificiale. Dal 2016 al 2023 ha lavorato all’Università di Chicago, utilizzando supercomputer per portare avanti progetti innovativi nei settori dell’archeologia, della visione artificiale e della sanità. Ha creato framework di machine learning in grado di elaborare milioni di immagini, ampliando i confini dell’intelligenza artificiale nelle applicazioni pratiche del mondo reale. I suoi risultati sono stati riconosciuti con premi assegnati da Google e Women in AI. È all’avanguardia nell’applicazione di tecnologie avanzate di intelligenza artificiale per trasformare sia la scienza sia la società.



All systems collapse tonight diIoana Păun – ASCT il progetto e la performance
Il progetto – All systems collapse tonight invita 25 persone a fondere i propri sogni notturni in un unico evento dal vivo e irripetibile. La performance si tuffa nell’inconscio e porta in superficie, con delicatezza, desideri che ammettiamo a malapena e paure che preferiremmo ignorare, catturando al contempo il modo in cui le nostre società sognano oggi. Quando sembra impossibile tenere il passo con la velocità e il caos che ci circondano, l’inconscio diventa il luogo in cui vertigini e rumore bianco si sviluppano, come una pellicola in camera oscura, pixel dopo pixel, finché non appare un’immagine. Al mattino, il corpo porta con sé un copione che non ricorda, ma che riconosce. Creato dalla regista Ioana Păun, il progetto la vede collaborare in ogni paese con un artista ospite locale, per creare una performance unica per quel pubblico. In Italia, si unisce al suo brillante amico, l’artista Niccolò De Napoli.
Interpretato da: Silvana Mihai
Prodotto da: Nicole Burlacu e Andreea Oprițescu
Programmazione di: Teodora Szasz
Co-finanziato dall’Amministrazione del Fondo Culturale Nazionale e dall’Istituto Culturale Romeno attraverso il Programma Cantemir. Ogni performance dura 45 minuti e richiede la presentazione preventiva di un sogno notturno.
Background – Gli studi sul subconscio collettivo e sui sogni condotti negli ultimi anni si concentrano sulla comprensione di come i cambiamenti sociali e le narrazioni culturali modellano i sogni e il pensiero inconscio. Questi studi esaminano vari aspetti, tra cui l’antropologia dei sogni, l’interpretazione simbolica, l’influenza dei media e le teorie psicoanalitiche. Cercano di rispondere a domande chiave su come i sogni riflettono le ansie sociali, dall’instabilità politica alle paure culturali profondamente radicate. Esplorano inoltre come i social media, i film e le interazioni digitali rimodellino il nostro subconscio collettivo influenzando sia il modo in cui sogniamo sia il modo in cui pensiamo. Inoltre, la narrazione nella letteratura e nei media funge da specchio dell’inconscio collettivo, esprimendo sottilmente paure e desideri nascosti, pur conservando una testimonianza storica di come sognano le società. I sogni fungono da archivio psicologico collettivo. Riconoscere le profondità condivise del nostro subconscio è fondamentale in un mondo in cui la frammentazione e la disconnessione sono in crescita. Asct raccoglie ed esprime questi modelli subconsci condivisi. Quando le persone si rendono conto che i loro sogni non sono isolati ma plasmati da forze culturali, storiche e psicologiche comuni, viene messa in discussione l’illusione del distacco individuale. Asct raccoglie ed esprime questi modelli subconsci condivisi attraverso l’arte, in modo da fornirci gli strumenti e una maggiore chiarezza per decodificare ed elaborare il nostro tempo. Un tempo in cui i rapidi cambiamenti spesso superano la nostra capacità di metabolizzarli.
La performance – 25 spettatori – 25 macchine fotografiche Polaroid – oscurità – un clic – un flash – immagini impresse sulla loro retina. Il pubblico riceve delle macchine fotografiche Polaroid. Poi cala l’oscurità totale. Nulla si muove. Nulla si vede. Un clic. Un flash. Per una frazione di secondo il palco esplode: un corpo in movimento, capelli che brillano come scintille, occhi spalancati che fissano l’obiettivo, un oggetto che luccica, un gesto interrotto a metà… poi tutto torna al buio. Solo la foto nella mano dello spettatore prova che è successo davvero. Lo spettacolo esiste in frammenti, in schegge, ognuna impressa nella mente. Giorni prima, vengono raccolti i sogni. Ogni mattina arrivano dei pezzi: un volto, una voce, una caduta, un volo. La sera dello spettacolo, si fondono in un unico tessuto. Non ci sono due serate uguali. In questa oscurità, l’artista si tuffa a capofitto nell’inconscio. Ciò che emerge sono le cose di cui parliamo raramente: desideri semisepolti, paure semicondotte, il battito segreto di come una società sogna in questo momento. Da frammenti di materiale, da oggetti, sensazioni, immagini, da piccoli gesti domestici e rotture selvagge, la regista Ioana Păun e l’artista Silvana Mihai forgiano All Systems Collapse Tonight. Come una pellicola in una camera oscura, il subconscio si sviluppa lentamente: granello dopo granello, vertigini e statica crescono fino a quando un’immagine prende forma. Alla fine, il pubblico la porta dentro di sé, una sceneggiatura che è balenata davanti ai suoi occhi. Ricordata a malapena. Riconosciuta all’istante.

